Uno smartphone che mostra il Green Pass, sovrapposto ad una lavagnetta e vicino ad un'agenda, in un posto di lavoro

GREEN PASS NEI LUOGHI DI LAVORO, TRA TUTELA DELLA SALUTE E TUTELA DELLA PRIVACY – 1

– PARTE I –

Vediamo cosa comporta l’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro per lavoratori e datori di lavoro e qual è l’opinione del Garante Privacy riguardo la tutela della salute e la tutela della privacy.

1. GREEN PASS NEI LUOGHI DI LAVORO: DECRETO-LEGGE 21 SETTEMBRE 2021, N. 127

La tematica relativa all’utilizzo dei Certificati verdi all’interno dei luoghi di lavoro è diventata, nelle ultime settimane, un tema tanto spinoso quanto dibattuto e oggetto di perplessità e critiche.

Recentemente, attraverso il decreto legge del 21 settembre, il Governo si è espresso andando a stabilire diversi interventi mirati e settoriali per prevenire la diffusione del SARS – COV 2 e limitare i danni della pandemia.

Nello specifico il decreto ha ampliato le categorie di soggetti tenuti alla verifica, includendo, tra gli altri, i datori di lavoro privati.

A partire dal prossimo 15 Ottobre, il controllo delle certificazioni verdi diventerà obbligatorio e comporterà, per i datori, la necessità di predisporre misure idonee a garantire il rispetto della privacy dei dipendenti allo scopo di mitigare i rischi derivati dal trattamento dei dati.

Più in particolare, relativamente a possibili violazioni della riservatezza di tutti gli interessati al trattamento.

Sempre il decreto, prevede, nel caso di violazione da parte dei lavoratori dell’obbligo di possedere ed esibire il Green Pass per l’accesso ai luoghi di lavoro, una sanzione amministrativa da Euro 600 a Euro 1.500.

Rimangono esclusi dall’obbligo i soggetti già esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con Circolare del Ministero della Salute.

2. GREEN PASS NEI LUOGHI DI LAVORO: QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI LATO DATORE DI LAVORO?

In ottica green pass e datori di lavoro è interessante soffermarsi, oltre all’attività di verifica fisica, anche sullo strumento utilizzato per la verifica e sul quale viene installata l’applicazione “Verifica C19”.

Nello specifico l’applicazione deve essere aziendale e il datore di lavoro deve provvedere personalmente o, se del caso tramite apposita delega di una figura predisposta a tale compito, di verificare che ogni lavoratore disponga della certificazione verde.

Nell’opera di organizzazione e gestione dei controlli in azienda, deve essere cura del datore di lavoro evitare che lo stesso avvenga in assenza di specifiche istruzioni anche per quanto attiene l’utilizzo di Verifica C19 e del dispositivo aziendale.

Sempre in ottica di controllo e verifica da parte dei datori di lavoro, deve essere posta particolare attenzione a tutte quelle modalità di verifica che sfruttano soluzioni IT che automatizzano i controlli e le verifiche, (a titolo esemplificativo “Totem”) che non prevedono il ricorso ad una persona fisica che manualmente attui il controllo ma sfruttano l’efficacia di un sistema informatico allo scopo di velocizzare il processo.

3. GREEN PASS NEI LUOGHI DI LAVORO: COME ATTUARE UN CONTROLLO AD HOC PER EVITARE SANZIONI

I datori di lavoro, come accennato sopra, saranno responsabili della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e per tale ragione, dovranno verificare il rispetto delle suddette prescrizioni definendo, entro il 15 Ottobre 2021, tutte le modalità tecniche e operative per l’organizzazione delle verifiche per poterle riferire ai lavoratori e, nominare (con atto formale, quindi scritto e con data certa) gli altri soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni dell’obbligo di possedere e di esibire il Green Pass.

In mancanza di tale controllo, ai datori di lavoro si applicherà la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 400 a Euro 1.000.