Uno smartphone che mostra il Green Pass, sovrapposto ad una lavagnetta e vicino ad un'agenda, in un posto di lavoro

GREEN PASS NEI LUOGHI DI LAVORO, TRA TUTELA DELLA SALUTE E TUTELA DELLA PRIVACY – 2

– PARTE II –

Il Green Pass nei luoghi di lavoro è un tema caldo ed attuale ma, dato l’obbligo, è giusto sapere come comportarsi per essere in regola e rispettare, al contempo, la tutela privacy.
Dopo aver visto un primo approfondimento riguardo il Green Pass nei luoghi di lavoro, vediamo ora la parte conclusiva della nostra analisi.

1. GREEN PASS NEI LUOGHI DI LAVORO: QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI LATO LAVORATORE?

Per ciò che attiene alla tematica green pass nei luoghi di lavoro lato lavoratori, le conseguenze in caso di comunicazione da parte del lavoratore “interno” di non essere in possesso del Green pass o il caso in cui ne risulti privo al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, è stata oggetto di alcune variazioni rispetto alle bozze del provvedimento circolate nei giorni antecedenti alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Nello specifico, la comunicazione di non essere in possesso del Green Pass risultare privi della certificazione verde al momento dell’accesso al luogo di lavoro, verrà considerato alla stregua dei lavoratori “assenti ingiustificati” fino alla presentazione della predetta certificazione e comunque non oltre il 31 Dicembre 2021 senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Nello specifico il decreto ha ampliato le categorie di soggetti tenuti alla verifica, includendo, tra gli altri, i datori di lavoro privati.

Per il periodo di assenza ingiustificata, il lavoratore non avrà diritto alla retribuzione né ogni altro compenso o emolumento.

Prima delle specifiche sopra menzionate, appariva differenziato il regime dell’ambito pubblico (ad ora eliminato) rispetto a quello privato, e si è giunto ora ad un allineamento in favore di pari conseguenze nel settore pubblico e privato.

Le novità introdotte dal decreto appaiono dunque significativamente cambiate: la posizione del lavoratore privo di Green pass è cambiata: mentre in un primo momento era previsto fosse “sospeso dalla prestazione lavorativa”, nel testo definitivo del decreto viene invece considerato “assente ingiustificato” senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

2. GREEN PASS NEI LUOGHI DI LAVORO: PRINCIPALI QUESTIONI PRIVACY

Un elemento da tenere fortemente in considerazione nell’ottica Green pass nei luoghi di lavoro è tutto il panorama privacy e diritti degli interessati.

Il datore di lavoro, si consiglia sempre tramite l’aiuto di figure professionali specializzate in tali ambiti, avrà l’onore di svolgere una preventiva valutazione ex art. 25 GDPR allo scopo di individuare tutti i possibili rischi che potrebbero provocare danni in maniera significativa ai diritti dei lavoratori.

L’analisi del rischio dovrà concentrarsi sulle modalità e sugli strumenti di verifica del Certificato, nonché sul ciclo vita dei dati, garantendo la mera lettura degli stessi, senza ulteriori trattamenti.

Particolare attenzione deve essere prestata nell’ipotesi in cui lo strumento venga utilizzato per altre ragioni, a titolo esemplificativo la registrazione ingressi, misurazione della temperatura o verifica del corretto uso della mascherina.

In tutti i casi appena menzionati, stante il divieto di registrazione del Green Pass, sarà necessario valutare che tutti i sistemi adottati non vadano a combinare le informazioni acquisite dai relativi strumenti al fine di evitare un uso illegittimo dei dati raccolti per le diverse finalità.

Sarà inoltre onere del datore di lavoro informare correttamente tutti gli interessati del trattamento di verifica, anche tramite l’apposizione di informative brevi in prossimità dei luoghi d’accesso.

L’informativa dovrà contenere gli elementi di cui all’art. 13 del Reg. Eu 679/2016. La base giuridica sarà individuata nell’obbligo di legge sancito dall’art. 3 del D. legge 127/2021 che manterrà la sua validità fino al 31 dicembre, data in cui sarà cessato lo stato di emergenza.