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WEB SCRAPING E PRIVACY

Il web scraping costituisce ad oggi uno strumento potente e versatile per raccogliere dati dal web, ma come ben sappiamo, quando devono essere raccolti dei dati è importante fare attenzione ai diversi regolamenti vigenti; ragion per cui l’utilizzo del web scraping richiede un'attenta considerazione delle sfide tecniche, legali ed etiche.
Con l'avanzamento delle tecnologie e l'aumento delle protezioni anti-scraping, la pratica continua a evolversi, richiedendo sempre più competenze tecniche e un approccio etico e legale per essere efficace e sostenibile.
Ma vediamo più nel dettaglio a cosa serve e come si rapporta con il nostro GDPR.

WEB SCRAPING E PRIVACY: COS’È IL WEB SCRAPING E A COSE SERVE

Il web scraping, dall’inglese “to scrape” (gettare), si riferisce al processo di raccolta automatizzata di dati disponibili online.

Questa tecnica è utilizzata dalla maggior parte dei motori di ricerca per estrarre specifici dati dalle pagine web, mantenendo così gli utenti costantemente aggiornati.

Il web scraping consente di raccogliere una vasta gamma di informazioni, inclusi dati di contatto, indirizzi e-mail, numeri di telefono, termini di ricerca individuali e URL.

Tuttavia, lo scraping diventa illegale quando i dati raccolti sono utilizzati in modi che compromettono la privacy e la sicurezza delle informazioni personali, specialmente se impiegati tramite sistemi di Intelligenza Artificiale.

Distinguere tra pratiche etiche e non etiche in questo contesto è spesso complesso e non immediato.

Il web scraping è uno strumento potente per raccogliere e analizzare dati da internet.

Quando utilizzato correttamente e in conformità con le leggi e le normative, può fornire informazioni preziose per supportare una vasta gamma di attività e decisioni strategiche.

Possiamo fare un esempio pratico per quanto riguarda le Piattaforme di Reclutamento, in questo caso l’utilizzo di piattaforme di reclutamento online deve essere gestito in conformità con le normative sulla privacy, garantendo che i dati dei candidati siano protetti e utilizzati solo per le finalità dichiarate.

Serve a raccogliere informazioni automaticamente da pagine web per vari scopi, come analisi dei dati, ricerca, monitoraggio dei prezzi, aggregazione di contenuti e molto altro.

Le aziende possono raccogliere dati sui prodotti, prezzi e recensioni dei concorrenti per analizzare il mercato e prendere decisioni strategiche.

Le piattaforme di comparazione dei prezzi utilizzano il web scraping per ottenere informazioni sui prezzi di vari prodotti da diversi siti di e-commerce.

I siti di notizie possono raccogliere articoli da diverse fonti per creare una piattaforma di aggregazione di notizie.

È importante notare che il web scraping deve essere eseguito nel rispetto delle leggi e delle politiche del sito web target.

Molti siti web hanno termini di servizio che vietano l’uso del web scraping, e violare queste regole può portare a conseguenze legali.

Inoltre, è fondamentale rispettare la privacy e non raccogliere dati personali senza autorizzazione.

WEB SCRAPING E PRIVACY: PERCHÉ IL GARANTE È INTERVENUTO A RIGUARDO E COSA HA DETTO

Il 30 maggio 2024, il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato un provvedimento che stabilisce linee guida essenziali per proteggere i dati personali dalla pratica del web scraping.

Il GDPR, in vigore dal 2018, definisce principi chiave come trasparenza, minimizzazione dei dati e limitazione delle finalità, che devono essere rigorosamente rispettati da qualsiasi ente che tratti dati personali.

Il Garante ha ampliato il proprio ambito di applicazione, imponendo requisiti di conformità a livello globale.

Il GDPR pone una forte enfasi sul principio di accountability, richiedendo ai titolari di adottare misure adeguate a garantire la conformità normativa.

Il recente provvedimento del Garante propone azioni specifiche per contrastare il web scraping, tra cui l’adozione di clausole anti-scraping nei termini di servizio e la creazione di aree riservate accessibili solo agli utenti registrati.

Spesso, il fenomeno del web scraping è correlato all’uso di Intelligenza Artificiale generativa.

Il Garante per la protezione dei dati personali stabilisce linee guida rigorose per la raccolta e il trattamento dei dati personali, concentrandosi sulle possibili implicazioni negative del web scraping sulla privacy e la sicurezza dei dati.

Le disposizioni del GDPR sono fondamentali per mitigare i rischi associati alla raccolta dei dati personali.

La mancata osservanza di queste norme può comportare severe sanzioni e significativi danni reputazionali per le aziende coinvolte.

I titolari dei dati devono adottare un approccio proattivo nell’implementazione delle misure di protezione, nella formazione del personale e nella gestione delle violazioni dei dati.

Inoltre, devono garantire che ogni trattamento dei dati personali si basi su una delle basi giuridiche indicate dall’articolo 6 del GDPR, come il consenso dell’interessato o l’esecuzione di un contratto.

I titolari sono anche responsabili di adottare misure preventive contro il web scraping non autorizzato.

Il Garante ha proposto diverse strategie, tra cui il monitoraggio del traffico web per individuare eventuali anomalie nei flussi di dati.

In questo contesto, la responsabilizzazione è un processo in continuo divenire, che impone ai titolari di adeguarsi costantemente alle mutevoli dinamiche tecnologiche e normative.

WEB SCRAPING E PRIVACY: IL CASO META E IL SUO ADDESTRAMENTO AI IN EUROPA

La Irish Data Protection Commission (DPC), l’autorità irlandese per la protezione dei dati, ha chiesto a Meta di posticipare l’addestramento dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) utilizzando contenuti pubblici condivisi dagli adulti europei su Facebook e Instagram.

Meta si appoggia al principio di “interesse legittimo” per giustificare l’utilizzo dei dati, ma l’autorità irlandese ha bloccato l’arrivo dell’IA di Meta nell’Unione Europea, poiché l’addestramento dei modelli presupponeva l’uso dei dati pubblici.

Originariamente, la DPC, che regolamenta l’applicazione del GDPR nell’UE dato che molti giganti tecnologici globali, tra cui Meta, Google e Apple, hanno la loro sede europea in Irlanda, aveva autorizzato l’implementazione dell’IA di Meta in Europa.

Il lancio era previsto per la fine di giugno, ma al momento è ancora in fase di sviluppo.

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